Parquet

Quando si parla di parquet si parla di calore e accoglienza, che per gli amanti della natura è introvabile in qualsiasi altro materiale adatto ad essere camminato. La caratteristica principale dei pavimenti in legno è la loro capacità di isolamento, che fa sentire il materiale caldo.
Il parquet è una tipologia di pavimento in legno composto da solo materiale naturale il cui spessore dello strato superiore non può essere inferiore a 2,5 mm prima della posa. Solitamente possono essere usati legni di conifera, meno pregiati, più resinosi e con presenza di più nodi molto evidenti, oppure legni di latifoglia, che sono più pregiati e nella maggior parte delle essenze più stabili e con meno nodi.
I parquet si dividono principalmente in 2 tipologie:
1) parquet stratificati nei quali ogni plancia è formata da materiale nobile a vista (essenza) e un supporto a più strati meno nobili, che rendono stabile l’elemento evitando torsioni e fessurazioni.
2) parquet massicci nei quali ogni elemento ligneo è formato da un unico strato di legno nobile, soggetto a torsioni e dilatazioni maggiori rispetto allo stratificato.
Data la maggior stabilità, i parquet stratificati hanno sostituito in questi ultimi anni i legni masselli, sia perché la posa risulta più veloce e pulita, sia perché permettendo di avere formati dalle dimensioni molto grandi.
I parquet stratificati si dividono a loro volta in 2 tipologie:
1) a 2 strati dove la posa può essere solo incollata
2) a 3 strati dove la posa può essere incollata o flottante

LA SCELTA

Dal Febbraio 2005, la scelta del legno, cioè ciò che si identifica con rigato o fiammato o natura o commerciale, è regolamentata da delle normative europee, recepite anche a livello nazionale, che ne definiscono la classe d’aspetto e sono rappresentate da tre simboli quali “cerchio”, “triangolo” e “quadrato”.

Tali simboli determinano le specifiche tecniche, i limiti, le tolleranze e le selezioni a cui i costruttori devono attenersi. E’ data loro però facoltà di utilizzare anche le free class (classi libere), con l’obbligo di determinare ed evidenziare le tolleranze e i limiti da essi stabiliti.
Il rispetto di queste norme è per il consumatore una garanzia indispensabile, dato che ogni azienda, spesso, da un proprio nome alla scelta, ma che dovrà associare ad un simbolo della classe d’aspetto.
Inoltre, grazie a queste norme, il posatore potrà, durante la posa in opera, scartare eventuali elementi non corrispondenti a quanto scelto dal consumatore.

Le norme che più interessano sono:
1)UNI EN 13489 – Parquet prelevigato e prefinito a più strati.
2)UNI EN 13226 – Parquet massiccio con incastro.
3)UNI EN 13227 – Parquet massiccio senza incastro.

N.B.: LE TONALITA’ E LE VENATURE RAPPRESENTATE IN QUESTO SITO SONO PURAMENTE INDICATIVE

L’ASPETTO DEL LEGNO

Ci sono parquet dal colore giallo, marrone, rosso e tanti altri ancora, e questa differenza dipende dalla colorazione delle pareti cellulari e delle sostanze presenti all’interno delle cellule.
Tale colorazione è variabile nel tempo, ed è conosciuta con il termine improprio di “ossidazione”, dato che l’esposizione all’aria e alla luce, e all’azione dei raggi UV, modificano sia il colore delle pareti cellulari che le sostanze presenti in esse, conseguenze di azioni chimiche o di altra natura più o meno complesse. In alcune essenze ci possono essere concentrazioni minerali che si evidenziano durante il fenomeno dell’ossidazione.
Dal tipo di taglio, con cui si ricavano gli elementi del parquet, dipende invece la “venatura” che può essere rigata o fiammata.
L’elemento rigato è ricavato dal taglio radiale, le cui righe parallele stanno ad indicare gli anelli annuali. Questa tipologia di taglio conferisce all’elemento una maggiore stabilità per cui sia il ritiro che il rigonfiamento sono circa la metà rispetto al taglio tangenziale.
L’elemento fiammato è ricavato dal taglio tangenziale le cui fiamme, di forma per lo più parabolica, rappresentano gli anelli annuali.

Taglio radiale
Taglio tangenziale